La copertura al HJF aveva un fronte di 62 metri e portava oltre 20 tonnellate di carico a 16 metri di altezza. Numeri importanti, che meritano un approccio diverso rispetto a ciò che si è realizzato in passato.
Il secondo elemento, a mio parere, che sta cambiando le carte in tavola, è il mutamento delle condizioni meteo. Non ho dati da esporre, ma è sensazione comune che la forza, la virulenza e, particolarmente, la rapidità nel manifestarsi degli agenti atmosferici rendano impossibile qualsiasi intervento “durante” i momenti d’emergenza.
Dobbiamo tutti agire “prima” o , in caso di vero pericolo, avere a disposizione piani di evacuazione e personale in grado di gestirli, in condizioni che sappiamo essere estremamente critiche. Non nascondiamoci però dietro certezze di comodo o dietro le formalità normative. Non si può addossare le colpe solo a chi è più esposto, i Service e i rigger che montano le strutture, o limitarci ad assolverci perché “eravamo in regola con le normative”.
Dobbiamo fare di più dall’inizio, da quando viene progettato l’evento.
Ogni evento deve avere il suo progetto preciso, che deve rimanere inalterato una volta accettato. I progettisti strutturali devono imporre le loro scelte tecniche senza compromessi. Non dovrebbe essere più tollerato, per esempio, che si discuta sul numero e sulla posizione delle zavorre o, addirittura, sull’opportunità di impiegarle. Non dovrebbe essere possibile che una struttura venga modificata per esigenze artistiche o operative di chi lavora sul palco o per agevolare riprese televisive.
Non dovrebbe essere possibile avere il Rigging Plot sempre all’ultimo momento o non averlo per niente. E non dovrebbe essere ammesso che la sicurezza e la qualità del montaggio siano a volte affidate a personale non esperto per far quadrare i budget. E non si può pretendere che i costi di tutto ciò ricadano su chi deve fornire le attrezzature.
D’altro canto, non è nemmeno accettabile che le aziende di noleggio delle strutture si presentino, a volte, senza disegni o progetti in linea con la complessità dell’evento che stanno fornendo. Né può ancora andar bene l’uso di attrezzature non in linea con gli standard costruttivi, né si possono utilizzare prodotti senza certificazioni adeguate. Né si possono usare paranchi non regolarmente ispezionati e revisionati.
Insomma, la sicurezza non può essere un compromesso tra operatori.
Vediamo la sicurezza come valore fondante del nostro lavoro e teniamone conto.
Non facciamo neanche l’errore di pensare che sia un problema “che riguarda gli altri”. Tutti quanti dobbiamo migliorare, dobbiamo far passare il concetto che il prestare attenzione a questi temi è fondamentale per tutti, per il nostro lavoro e per il futuro delle nostre aziende.
Il modo in cui tutti gli operatori del settore hanno valutato ciò che è accaduto mi lascia ben sperare. Dai commenti che ho sentito, nessuno – o quasi – si è sentito in dovere di criticare o di speculare, segno che il problema è comune.
Il tema della sicurezza è affrontato anche da altri operatori europei, spesso a fronte di carenze legislative ed in mancanza di norme di riferimento. Noi, all’interno del CEN Workshop Agreement a Bruxelles, abbiamo affrontato spesso la questione con altre aziende ed esperti dei maggiori paesi europei. Osserviamo che nel nostro continente ci sono gradi di attenzione diversi. Noi in Italia siamo comunque tra i primi in termini di normative, ma siamo indietro per il loro effettivo rispetto.
Il nostro settore è giovane, non si sono ancora diffuse le conoscenze e le esperienze tipiche di settori più maturi. Però ci sono le attrezzature, i mezzi e le competenze per affrontare e risolvere le questioni che ci stanno a cuore.
La tecnologia e le conoscenze attuali ci permettono di progettare eventi che “resistono” anche in condizioni meteorologiche particolarmente ostili. Se accettiamo di misuraci fin da subito con queste problematiche, ridurremo drasticamente i rischi ed eviteremo quelle criticità che possono trasformarsi in tragedie.
Il pubblico che paga per assistere ad una manifestazione si fida di noi, dell’ambiente che gli prepariamo.
Non possiamo tradire la sua fiducia. Dobbiamo crescere, aumentare la qualità del nostro lavoro, qualsiasi sia il nostro lavoro.
Questa news letter è indirizzata alla maggior parte delle aziende e degli specialisti di strutture per eventi in Italia. Mi auguro che ciò che mi sono permesso di scrivere sia valutato nella giusta misura, e non sia percepito come una posizione di parte. Io rappresento una società che ha grandi responsabilità e ampia visibilità in questo settore, ho sentito il dovere di condividere con tutti voi queste riflessione per aiutare tutto il nostro settore a maturare e meritare la considerazione che vogliamo abbia in futuro.
Sicurezza, quindi. Sicurezza per le nostre singole aziende, sicurezza per il futuro del nostro settore, sicurezza per gli operatori ed i tecnici che sono chiamati a lavorare in un ambiente rischioso, e sicurezza per ogni persona che viene ad assistere agli eventi a cui dobbiamo assicurare il divertimento che cerca e non fare correre loro dei rischi.
Io e lo staff di Litec siamo a disposizione per ogni approfondimento o discussione riguardo a questi temi.
Giuliano Luvisotto
Litec srl